Come Aiutare i Discenti a Superare Lo Stress?

Lo stress causato dallo studio può portare al burn-out, scopriamo insieme quindi come possiamo aiutare i nostri discenti e collaboratori a superare questa grande sfida.

Oggi inauguro questo “Diario di Bordo”, un angolo personale dove condividere riflessioni, esperienze e consigli tratti dal mio viaggio nel mondo dell’istruzione online.

Sebbene la mia esperienza si concentri principalmente sul settore B2C, con questo diario mi rivolgo a voi, HR, formatori, docenti e professionisti del B2B, con la speranza che le mie parole possano risuonare e fornire spunti utili anche per il vostro ambito di lavoro.

Chi è Samuele? Cos’è un Education Leader

Durante il giorno, come puoi vedere dalla foto qui sotto, indosso gli occhiali e il mantello da Education Leader, pronto a trasformare l’istruzione online.

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Ma chi sono davvero? Sono un appassionato di cinema, istruzione e tecnologia.

Credo che, proprio come un film, ogni percorso formativo debba essere coinvolgente, personalizzato e in grado di lasciare un segno duraturo.

L’Education Leader è una figura nata all’interno di Kimpy con l’obiettivo di reinventare il modo in cui apprendiamo online, rendendolo più umano, personalizzato e efficace.

La mia missione è accompagnare discenti e docenti in un percorso di crescita e scoperta continua

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Lo Stress da Studio: Un Viaggio di Scoperta e Supporto

L’argomento di oggi è lo stress da studio, un tema universale che tocca la vita di discenti e insegnanti.

In questo primo post, esploreremo come riconoscere i segnali dello stress e quali strategie possiamo adottare per affrontarlo.

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Riconoscere i Segnali

Il primo passo per aiutare i discenti a gestire lo stress è riconoscere i segnali.

Cambiamenti nel comportamento, perdita di motivazione, calo del rendimento e isolamento sociale sono tutti campanelli d’allarme a cui prestare attenzione.

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Strategie di Supporto

Una volta identificati i sintomi, è essenziale intervenire con strategie concrete:

  • Creare uno spazio di comunicazione aperta
  • Stabilire routine quotidiane equilibrate
  • Promuovere un sano equilibrio tra studio, tempo libero e riposo
  • Offrire il giusto supporto, quando necessario.

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Si può odiare quello che si sta facendo per via dello stress? Si

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Proprio questa settimana mi è arrivata la richiesta di una mamma, che chiameremo Anna, totalmente spaesata:

“Il rendimento scolastico di mia figlia è calato rispetto l’anno scorso, non ne vuole sapere di prendere ripetizioni o di aver qualsiasi tipo di supporto, è diventato impossibile parlare anche per me; voglio che mia figlia torni quella di un tempo”

Forse starai pensando che chiedere la luna in effetti non è poi così tanto ambizioso in confronto a questo tipo di richiesta vero?

Sbagliato!

La mia prima preoccupazione è stata quella di chiedere alla mamma se sua figlia era a conoscenza della nostra chiamata (visto che non voleva saperne di cercare aiuto), purtroppo come sospettavo la risposta è stato uno schietto: No!

Allora la situazione si fa più difficile perché per aiutare un qualcuno per prima cosa questo qualcuno deve essere disposto a ricevere l’aiuto; ma superato questo piccolo ostacolo, sapevo già dove saremmo andati a finire… un bournout da studio e da stress.

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La costruzione di un rapporto di fiducia

Dopo essere riusciti a fissare una prima videochiamata conoscitiva, mi sono concentrato nello stabilire un rapporto di fiducia reciproco con la figlia di Anna, Giulia;

Come?

  • Ascolto attivo: Ho iniziato ogni sessione dando a Giulia lo spazio per esprimere le sue emozioni, pensieri e preoccupazioni, ho mostrato empatia e comprensione, riconoscendo i suoi sentimenti senza giudizio. Questo ha aiutato Giulia a sentirsi ascoltata e compresa.
  • Trasparenza e onestà: Sia con Giulia che con Anna, sono stato sempre trasparente riguardo ai piani di studio e agli obiettivi, quando c’erano stati progressi, li ho elogiati; quando c’erano state difficoltà, ne ho discusso apertamente e abbiamo lavorato insieme per trovare soluzioni.

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Identificare le Sfide

Attraverso i nostri incontri, ho iniziato a identificare le principali sfide che Giulia stava affrontando:

  1. Gestione del Tempo: Giulia aveva difficoltà a organizzare il suo tempo, risultando spesso sopraffatta dai compiti da svolgere.
  2. Metodi di Studio Inefficaci: Utilizzava tecniche di studio poco efficaci che la portavano a spendere molte ore sui libri senza ottenere risultati soddisfacenti.
  3. Bassa Autostima: Le continue difficoltà avevano minato la sua fiducia nelle proprie capacità.
  4. Pressione: Sentiva una forte pressione da parte della famiglia e aveva paura di deludere le aspettative.

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Creare un Piano Personalizzato

Una volta identificate le sfide, abbiamo lavorato insieme per creare un piano personalizzato:

  1. Gestione del Tempo: Abbiamo introdotto tecniche di time management, come la tecnica Pomodoro, per aiutarla a suddividere lo studio in sessioni più gestibili.
  2. Metodi di Studio Efficaci: Ho insegnato a Giulia tecniche di studio più efficaci, come il metodo Feynman, che l’ha aiutata a comprendere meglio e memorizzare i concetti.
  3. Rafforzare l’Autostima: Attraverso esercizi di riflessione e riconoscimento dei piccoli successi, abbiamo lavorato per rafforzare la fiducia di Giulia nelle proprie capacità.
  4. Gestione della Pressione: Abbiamo discusso delle aspettative e lavorato su tecniche di rilassamento e mindfulness per aiutarla a gestire la pressione.

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Superare gli Ostacoli

Con dedizione e lavoro di squadra, Giulia ha iniziato a superare gli ostacoli.

Conclusioni e Consigli

Questa esperienza con Giulia e Anna mi ha ricordato l’importanza di un approccio educativo personalizzato e attento.

Ogni studente ha le sue sfide uniche, e come Education Leader, il mio compito è di fornire strumenti e supporto adeguati.

Ai miei colleghi, HR, formatori e professionisti del settore, vorrei lasciare questo consiglio: prendetevi il tempo per ascoltare e comprendere le esigenze dei vostri discenti o dipendenti.

Un approccio personalizzato e attento può fare la differenza nel loro percorso di crescita.

Grazie per aver letto, e non vedo l’ora di condividere con voi altre storie e riflessioni nel prossimo appuntamento del “Diario di Bordo”.

A presto, Samuele, il vostro Education Leader

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